Il Museo

mauro parizzi conduce un antico aratro settecentesco

A Soragna, in provincia di Parma, si trova il "Museo della civiltà contadina" del noto collezionista Mauro Parizzi.

E’ situato nell’area della storica tenuta Castellazzi già citata nei documenti del XIII secolo come appartenenza allodiale ai feudatari del luogo, i Marchesi e poi Principi Meli Lupi di Soragna, e tuttora di loro proprietà.

A pochi passi di distanza sorge l’antico caseificio circolare che prende il nome dalla stessa tenuta, oggi completamente restaurato e sede del "Museo del formaggio parmigiano-reggiano", che costituisce un esemplare più che unico per tutta la zona circostante.

Ed è proprio in questo ambiente storico e naturale che Mauro Parizzi ha voluto realizzare il suo straordinario museo contenente un’infinita e prestigiosa raccolta delle più significative testimonianze di un passato caratterizzato dalla civiltà del mondo contadino e dalle radicate tradizioni della cultura domestica.

Suddiviso in ideali sezioni di raccolta, il museo si presenta ai visitatori scolari, studenti, giovani e non più tali come un tangibile libro aperto sui secoli che hanno preceduto il mondo odierno, fatto di strumenti, macchinari, utensili, arredi e piccole ma ingegnose cose che erano in uso nelle campagne e tra le pareti delle abitazioni del tempo.

Qui si trova tutta la storia degli antichi mestieri artigianali il falegname, il ciabattino, il sarto, il tessitore, il fabbro ferraio, l’arrotino, il maniscalco, il norcino, il cordaro, il pittore ed il lattivendolo ma anche la vita gioiosa dei bambini con gli oggetti del loro  divertimento e dei giochi inventati con le cose più semplici e povere, oltre al necessario per la scuola e l’istruzione.

La moda dei tempi ormai lontani è rappresentata dalle componenti dell’abbigliamento femminile, dai vestiti del lavoro maschile, dai corredi per il letto e le culle alla toeletta ed al loro utilizzo nella cucina o nelle stalle.

Tutto il variegato mondo rurale è presente con un’oggettistica importante, spesso anche rara e misteriosa, che costituisce oggi un motivo di grande interesse e curiosità nei visitatori con qualche anno in più sulle spalle.

Vi si trova l’intera attività agricola dalla semina al raccolto mais, granoturco, fienagione e tabacco, comprendente la vendemmia, la vinificazione, l’allevamento del bestiame e del baco da seta, il settore lattiero caseario e tutte le iniziative scaturenti dall’operosità nelle campagne.

Infine tutta la vita domestica, con i setacci per la farina, i recipienti per fare la polenta, le macchinette per la sfoglia e gli attrezzi per preparare il pane, i piccoli e grandi pentolini in alluminio o in rame, gli stampini per i dolci, i primi frigoriferi portatili e le stufe in legno e mattoni refrattari.

E’ un piacevole ed interessante percorso attraverso il tempo, il lavoro e la cultura che riesce ancora ad affascinare e stupire il visitatore.